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Frecce Tricolori

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Categoria: Curiosità
07 Mag 2013
Scritto da Pensieri e Libertà Visite: 2269

Chi di noi non ha mai assistito a un'esibizione di acrobazie delle Frecce Tricolori sia dal vivo che in tv?

Tutti guardiamo col naso in su meravigliati e sorpresi di cosa siano capaci dei piloti con un aereo e un po' di fantasia, ci sembra quasi un gioco ma non sappiamo quanta storia ci sia dietro e quanto lavoro devono fare per poterci deliziare con quei simpatici fumi colorati che formano i colori della nostra amatissima bandiera.

Le Frecce Tricolori o meglio la Pattuglia Acrobatica Nazionale fa parte del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico dell'Aeronautica Militare italiana ed è formata da dieci aerei, nove in formazione e un solista, sono da sempre la pattuglia più numerosa al mondo e la più famosa.

Nascono alla fine del 1960 con l'intenzione di creare un reparto che si dedicasse interamente alle acrobazie e il 1° marzo 1961 volano per la prima volta nei cieli della provincia di Udine, la formazione iniziale non era così numerosa ma sin dall'inizio si diffondeva la sua nomea e adesso è un biglietto da visita tutto italiano che rimane ancora oggi imbattuto in popolarità e spettacolo.

Le Frecce Tricolore hanno tre tipi di programmi a seconda delle condizioni meteorologiche, c'è il programma alto quando le nuvole sono al di sopra dei 1000 mt e le acrobazie vengono svolte sul piano verticale, il programma basso quando le nuvole non superano i 500 mt e le manovre sono per lo più verticali e infine il programma piatto prevede manovre con paesaggi a bassa quota.

La conquista dei colori

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Categoria: Curiosità
03 Apr 2013
Scritto da Pensieri e Libertà Visite: 914
La storia dell’Uomo può essere vista come un susseguirsi di conquiste: a quella dei colori non ci pensiamo mai eppure ha cambiato la nostra vita. “La conquista dei colori” è un viaggio alla scoperta di come il nostro mondo nel corso dei secoli si è arricchito di milioni di sfumature, grazie alla comparsa di tinte e colori sempre più brillanti.

Che cosa vuol dire la parola "politica"?

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Categoria: Curiosità
31 Gen 2013
Scritto da Pensieri e Libertà Visite: 4559

Siamo in piena campagna elettorale e non si fa altro che sentir parlare alla tv di questo o quel partito partito e di quale candidato ci propini la migliore scelta governativa per il nostro paese ormai in declino.

In un clima così è lecito chiedersi che cosa vuol dire realmente la parola politica?

La parola “politica” deriva dal greco polis  che vuol dire città, e indica l'attività di governare un paese o una città, la prima definizione viene attribuita ad Aristotele, il quale indica la politica come l'arte di amministrare una città per il bene comune nel quale partecipa tutta la società.

Ci sono svariate definizioni di politica, ma quella che mi è piaciuta di più è quella in cui per soggetto che fa politica non viene inteso soltanto chi la fa attivamente ma anche chi ne subisce gli effetti, cioè ogni soggetto che fa parte di un Paese è soggetto politico perché ognuno a suo modo contribuisce al provvedimento dello Stato e al suo sviluppo e crescita o in casi negativi ne subisce gli effetti per le scelte dei politicanti attivi.

Per cui dopo questa bella esplicitazione della parola “politica” bisogna chiedersi se davvero nel nostro Bel Paese la intendiamo così.

Purtroppo tra il popolo quando sentiamo questa parola si pensa subito a chi la fa, a chi governa, agli enti pubblici e a chi prende scelte per il bene “comune”, ma è raro che qualcuno pensi che interessi anche noi da quest'altro lato, cioè noi che siamo lo Stato, noi che siamo i principali soggetti di un ordine giuridico.

Il nostro compito non si ferma soltanto ad andare a votare il nostro candidato preferito, cioè il “politico” che si avvicina di più alle nostre idee e che vogliamo appoggiare e vedere al governo del nostro paese, noi, inteso come popolo, valiamo molto di più, perché andando ad esprimere la nostra preferenza noi decidiamo quali scelte sono migliori per il nostro futuro e per la nostra crescita, ed è per questo che dovremmo essere ancora più partecipi, noi dovremmo far sentire che la voce guida del paese siamo noi, non i politici che non sono altro che i portavoce del nostro volere.

Fin dalle prime forme di amministrazione la politica veniva divisa in più branche, politica interna, che si occupa del paese stesso, politica estera, che si occupa del rapporto con gli altri paesi, e politica economica, che si occupa del lato economico di un paese.

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